Una delle tante filosofie del mondo Open Source riguarda l'economia del
software, come concetto di base si tende a non replicare nel sistema
codice o componente che già è stato implementato da un altro
programmatore. Questi componenti vengono distribuiti attraverso
internet in file compressi e vengono chiamati pacchetti o packange. Dal
punto di vista del programmatore questa è la soluzione migliore ma dal
punto di vista dell'utente, specialmente per chi non ha molta
esperienza, può diventare un incubo. Infatti, per poter installare un
determinato software bisogna installare prima i pacchetti necessari al
suo funzionamento, stando attenti che questi pacchetti a loro volta non
richiedano altri pacchetti per poter funzionare e così via; nel gergo
Open Source questo procedimento viene chiamato “Risoluzione delle
dipendenze”. Per ovviare a questo problema si utilizzano dei programmi
appositamente costruiti che sono i “Gestori di Pacchetti”. Attualmente
oltre a risolvere le dipendenze i gestori di pacchetti provvedono alla
ricerca del software, al download, all'installazione e alla
configurazione. Attualmente l'utente finale deve solo scegliere il
programma che più preferisce, attendere il download, la configurazione
ed utilizzare il software. Lo stesso gestore si occupa di rimuovere i
programmi, di mantenere aggiornato il sistema, occuparsi dell'upgrade
di versione della distribuzione (ad es. Ubuntu), di aggiornare i
driver, ecc., mantenendo sempre pulito e stabile il sistema anche dopo
anni e anni di installazione e rimozione del software.
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