Inchesta di De Magistris sul personale ATA di Catanzaro: 202 indagati

Diciamo che non mi occupo mai di questi argomenti
sul mio blog, ma la ritengo una notizia interessante quindi la riporto.
Facendo ricerche su Google ho trovato un articolo su un’inchesta della
Procura di Catanzaro, di De Magistri, e della Pg dei carabinieri sul
personale ATA della provincia di Catanzaro. L’inchiesta è partita nel
2000 e a novembre 2007 si è conclusa con l’iscrizione 202 persone nel
registro degli indagati. Decine di persone delle
età più disparate sono destinatarie dall’avviso di conclusione
indagini. Ipotizzata l’associazione a delinquere finalizzata ad abusi
d’ufficio, falsi e truffe…

da:
CHIUSA L’INCHIESTA SUL PERSONALE ATA, 202 INDAGATI. TUTTI I NOMI
 
 
 
 mercoledì 07 novembre 2007
 
 Presunta
giostra di assunzioni illecite. È conclusa l’inchiesta della Procura di
Catanzaro e della Pg dei carabinieri sul personale Ata. Coinvolti
dirigenti pubblici, operatori amministrativi, tecnici. Decine di
persone delle età più disparate sono destinatarie dall’avviso di
conclusione indagini. Ipotizzata l’associazione a delinquere
finalizzata ad abusi d’ufficio, falsi e truffe

 di Olga Iembo

CATANZARO
— «Uno spaccato inquietante circa l’illegalità diffusa nell’ambito
delle assunzioni di personale presso l’istituzione scolastica,
attraverso l’utilizzazione di atti e documenti falsi, collegamenti con
persone poste in ruoli apicali degli uffici pubblici interessati, di
centri di formazione inesistenti; la reiterazione di gravi e sistemici
fatti illegali, a vantaggio di molti ed a danno della collettività e,
soprattutto, di coloro che pensavano di concorrere in condizioni di
parità e nel rispetto delle norme, con ruolo determinante nella vicenda
proprio dei dipendenti pubblici che sono istituzionalmente preposti
all’istruttoria degli atti amministrativi ed all’attività decisionale
finalizzata a decretare l’assunzione del personale interessato». Può
sembrare contorto, ma in realtà è fin troppo chiaro questo passaggio
delle oltre 170 pagine di accuse stilate dalla Procura della Repubblica
di Catanzaro nei confronti di ben 202 indagati coinvolti nell’inchiesta
relativa alla gestione delle graduatorie del personale Ata
(ausiliario-tecnico-amministrativo) da parte del Csa (Centro servizi
amministrativi – ora Usp di Catanzaro), destinatari di un avviso di
conclusione delle indagini. Descrive una sorta di “mercato delle
assunzioni”, relativo a un vasto arco temporale – partito già nel 2000
– e che ha visto la realizzazione di un considerevole piano di
inserimento degli Ata nella scuola, nel senso di una gestione dettata
non dalle norme che regolano il settore ma, secondo gli inquirenti, da
criteri di pura convenienza personale degli interessati, che sistemano
qua e là amici e parenti e conoscenti, raccomandati, magari, da qualche
nome che conta. Accuse gravissime quelle mosse dal sostituto
procuratore della Repubblica Luigi De Magistris, sulla scorta del
materiale raccolto in anni di indagini tanto complesse quanto minuziose
della sezione di Pg dei Carabinieri, diretta dal colonnello Pasqualino
Ippolito, partite in seguito a precise denunce dei sindacalisti della
Cgil. Accuse che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata a una
serie indefinita di abusi d’ufficio, falsi e truffe ai danni della
Pubblica amministrazione, alla corruzione continuata, alla tentata
concussione, a varie altre ipotesi di falso materiale e ideologico del
pubblico ufficiale in atto pubblico, abuso d’ufficio e truffa tentata e
consumata, e che riguardano a vario titolo dirigenti, funzionari e
operatori amministrativi del Csa, dirigenti scolastici, titolari di
scuole private, e una lunga serie di Ata che sarebbero stati
ingiustamente favoriti soffiando il posto ad altri concorrenti in
graduatoria, e così anche accumulando indebitamente punteggio con “la
potenziale ed effettiva possibilità di passare di ruolo”. Accuse che
allo stato sono e rimangono ipotesi tutte da verificare, e rispetto a
cui a nessun titolo si può parlare di colpevolezza degli indagati,
chiamati ora con i rispettivi difensori, per un periodo loro dedicato
dalla legge, ad espletare ogni attività ritenuta utile alla piena
realizzazione del diritto di difesa. Solo in seguito la parola tornerà
alla pubblica accusa, che potrà avanzare le proprie richieste di
archiviazione o di rinvio a giudizio.

L’associazione a delinquere
 La
più grave ipotesi d’accusa che compare nell’inchiesta, strutturatasi
via via nel corso del tempo, è senz’altro quella che delinea «una
consorteria di potere, che avvalendosi dell’evidente complicità di
strutture scolastiche periferiche pubbliche e private, veicolava il
reclutamento di tale personale, mediante la stesura e l’utilizzo di
atti falsi, in violazione di leggi, regolamenti e circolari, con
artifici e raggiri per ogni singolo caso, irrefutabilmente verso
soggetti ben individuati, in particolare congiunti propri o di
appartenenti al mondo scolastico ed amici». Gli inquirenti ipotizzano
cioè l’esistenza di una associazione a delinquere di cui avrebbero
fatto parte 16 persone, e cioè Marcello Marino, quale direttore
amministrativo pro tempore del Csa; Antonio Rizzuto e sua moglie
Domenica De Miglio, il primo titolare – gestore di fatto del “Centro
didattico crotonese” e direttore dei servizi generali e amministrativi
presso l’istituto comprensivo “Vittorio Alfieri” di Crotone, e la
seconda quale titolare – gestore di fatto del “Centro didattico
crotonese”; Francesco Astorino e il 61enne Francesco Zaccone, quali
funzionari presso il Csa; Valeria Sia e Anna Maria Ferragina, quali
operatori amministrativi presso il Csa; Domenico Racina, quale
dirigente scolastico pro tempore del Liceo artistico statale di
Catanzaro; Gregorio Teti quale dirigente pro tempore del Itg
“Petrucci”; Raffaele Talarico quale dirigente pro tempore dell’Itc
“Grimaldi”; Luigi De Vinci quale direttore dei servizi generali e
amministrativi presso l’istituto comprensivo di Caraffa di Catanzaro;
Raffaele Impera quale dirigente pro tempore del convitto nazionale
“Galluppi”; Giuseppe Scopelliti quale dirigente pro tempore dell’Itc
“Einaudi”; Maria Montesanti quale direttore dei servizi generali e
amministrativi dell’istituto superiore “Maresca”; Nicola Limardo quale
dirigente pro tempore dell’Itc di Soverato; Ubaldo Floro Valeo, quale
responsabile dell’ufficio protocollo – archivio del Csa. Fra loro,
secondo l’accusa, «un “patto scellerato” forte, consolidato e costante
nel tempo, orbitante nel mondo della scuola, con evidente supporto
strutturale – operativo, funzionale ed organico, da un lato fornito dal
Centro didattico crotonese, che rilasciava falsi attestati
professionali e altre attestazioni di comodo, che consentivano ai
beneficiari oltre all’illecito accesso nei pubblici concorsi, anche di
avere significativi ed indebiti avanzi nei posti delle relative
graduatorie; e dall’altro da diverse strutture scolastiche periferiche
che impiegavano il personale assunto illecitamente e in taluni casi
interagivano attivamente nelle criminose procedure, determinando loro
stesse l’illegale assunzione del personale scolastico, anche per
fornire agli interessati i requisiti propedeutici per poter partecipare
ai bandi ministeriali (ad esempio il periodo minimo di servizio)».
Protagonisti assoluti dell’ipotesi in questione sono i membri del Csa
coinvolti, e soprattutto Marino e i suoi stretti collaboratori, nella
cui disponibilità i carabinieri evidenziano di aver trovato materiale
inequivocabile come domande di inserimento o di aggiornamento in
graduatoria non protocollate e non interamente compilate dagli
interessati ma comunque firmate da questi ultimi; fotocopie di altre
simili domande con sopra evidenti annotazioni di “premure” sollecitate
da personaggi in vista nel panorama cittadino e regionale; e ancora
«una quantità esorbitante di appunti manoscritti, elenchi, agende con
riferimenti telefonici ad alcuni degli indagati».

La scuola “fantasma”
 Un
ruolo centrale nel presunto progetto criminale viene attribuito alla
“Scuola dattilografica o centro didattico crotonese”, che nella realtà
non avrebbe svolto alcuna attività, ma che avrebbe negli anni
rilasciato innumerevoli attestati a chi poi accedeva a concorsi e
graduatorie pubblici. Tanto per cominciare, gli investigatori hanno
appurato che il legale rappresentante dell’“ipotetica” società
crotonese, e cioè l’anziano signore Adolfo De Miglio, proprio nulla
sapeva dell’esistenza di un istituto didattico. Sentito dai carabinieri
l’ignaro prestanome faceva presente “di non aver mai sentito parlare di
scuole e di non aver mai sottoscritto documentazione alcuna”. Che il
poveruomo fosse letteralmente “in mano” alla figlia Domenica e al
genero Rizzuto è risultato riscontrato, secondo i militari, da prove di
ogni tipo. Anzitutto dal fatto che l’unica firma che possa
effettivamente attribuirsi al più anziano De Miglio sarebbe quella
apposta sull’atto di costituzione del Centro didattico crotonese
redatto dal notaio nel lontano 1987 poiché, spiegano i militari, «tutte
le altre firme apposte su documenti amministrativi o contabili o
certificazioni, non hanno similitudini alcuna con quella raccolta dal
personale della Polizia Giudiziaria». Ma il dato forse più
significativo è quello reale, documentato con tanto di fotografie, di
una scuola ospitata in uno stabile sito al civico 5 di via Archita a
Crotone, composto da una stanza a piano terra con un bagno di normali
dimensioni, più due stanze e un bagnetto al piano superiore. «L’entità
del sito (mq. 40 circa) – rilevano gli investigatori – e la
composizione della struttura (bagno ricavato nel sottoscala a piano
terra, muretto basso che divide la zona d’ingresso dalla restante area,
nonché il vano scala e la tramezzatura che suddivide l’area
soprastante) non gli conferiscono le caratteristiche di scuola, né
forniscono i requisiti di abitabilità e sicurezza dovuti ad un luogo
frequentato da più persone. A tanto si deve aggiungere l’inidoneità
dovuta sotto il profilo igienico-sanitario, atteso che i luoghi si
presentavano come un vero e proprio deposito di materiale eterogeneo
misto a spazzatura, il tutto ricoperto da uno spesso strato di polvere.
Anche le attrezzature consistevano in qualche banco o scrittoio con un
obsoleto computer a piano terra e con attrezzatura per corso
linguistico, letteralmente ammassata al piano superiore e qualche
macchina da scrivere sparsa nel locale o custodita in un armadio a
muro». Di questa fantomatica scuola, del resto, sono stati trovati atti
amministrativi – contabili relativi al solo 1988. Niente poi che provi
l’operatività dell’istituto per gli anni seguenti, nessuna pezza
giustificativa che testimoni un minimo di attività, l’acquisto di
materiale didattico, le retribuzioni dei docenti o i versamenti di
contributi assicurativi obbligatori per il personale, niente di niente.
Un’ulteriore riprova della fittizia attività didattica del centro
sarebbe poi puntualmente giunta dagli accertamenti presso gli enti
preposti alla gestione e controllo dei liberi corsi di formazione
professionale, e cioè la Regione Calabria – Dipartimento formazione
professionale – Settore programmazione ricerca e sviluppo; il Servizio
coordinamento Attività delegata e Rendiconti Crotone – Regione
Calabria; l’Ufficio Coordinamento provinciale F. P. – Regione Calabria
di Catanzaro. Da ultimo, il mancato funzionamento della scuola è stato
confermato anche da un docente che dichiarò di non aver mai insegnato a
Crotone presso scuole pubbliche o private, tranne qualche saltuario
intervento presso la Scuola dattilografica, dove nell’anno 1999/2000 si
era recato «senza espletare attività poiché la scuola in questione per
due tre volte era stata trovata chiusa».
 
Lo “scambio” di figli
 Tra
gli atti fasulli della “Scuola dattilografica” che i carabinieri
infatti non hanno trovato presso i Servizi competenti della Regione, ci
sono anche quelli inerenti gli attestati rilasciati a Salvatore Teti –
il 21.5.1996 – e Andrea Racina – il 22.5.1997. La falsità dei documenti
secondo gli investigatori «emerge, in modo univoco, sia dal fatto che
nel periodo del rilascio il centro in questione non ha svolto alcuna
attività, per come si rileva dalla documentazione sequestrata, sia
dalla circostanza che tali attestati sono stati redatti su carta
riportante nell’intestazione un codice di avviamento postale non in
uso». Poiché infatti Crotone ha adottato il n. 88900 dal 30.9.1997, e
cioè dopo essere diventata capoluogo di provincia, non si spiega come
facciano gli attestati dei due giovani, rilasciati prima del 30.9.1997,
ad avere il “nuovo” cap 88900, che compare invece nella parte relativa
all’intestazione, mentre il vecchio cap 88074 compare in calce. Questa
specifica storia, del resto, è contemplata al secondo capo d’accusa del
lungo elenco redatto dal pm De Magistris, che ipotizza il concorso in
corruzione continuata a carico dei genitori dei due ragazzi, i presidi
Domenico Racina e Gregorio Teti. La storia venne alla ribalta nel
lontano giugno del 2005 quando si finì davanti al Tribunale della
libertà per discutere l’appello del pm (rigettato) contro la decisione
del gip di non concedere le misure cautelari richieste. Ebbene in
questa storia ormai tristemente nota, ma sempre e comunque ancora tutta
da provare nelle opportune sedi, è descritto il modo dei due dirigenti,
appoggiati dai collusi di turno, di assicurarsi l’uno l’assunzione del
figlio dell’altro. Racina, secondo l’accusa, avrebbe «falsificato
domanda e documenti, nonché la graduatoria di terza fascia relativa ai
profili di assistente tecnico ed amministrativo con riferimento alla
posizione del figlio Andrea, nel produrre falsa attestazione circa la
frequentazione da parte del figlio dell’inesistente Scuola
dattilografica crotonese, nell’aumentare falsamente i punteggi relativi
ai titoli posseduti, nel falsificare il decreto che consentiva la sua
successiva assunzione, consentendo l’assunzione del proprio figlio
presso la scuola Itg Petrucci di Catanzaro da parte del dirigente
scolastico Teti, il quale otteneva, quale controprestazione,
l’assunzione (due giorni dopo quella di Andrea) del proprio figlio
Salvatore, quale assistente tecnico, presso il Liceo artistico statale
il cui dirigente era Racina, falsificando il Teti la domanda del
figlio, documenti e graduatoria, nonché producendo falsa attestazione
di partecipazione del medesimo alla predetta Scuola crotonese».

“Lei non sa chi sono io”
 Ora,
nell’avviso di conclusione delle indagini, un altro episodio spicca per
la gravità del reato ipotizzato, tentata concussione continuata, a
carico di un altro pubblico ufficiale, Luigi De Vinci, che «al fine di
favorire l’illecita assunzione – attraverso la solita falsificazione di
graduatorie e produzione di atti falsi, avrebbe provato a favorire
l’assunzione o comunque la prosecuzione illecita del rapporto di lavoro
di sua figlia Flora Maria, abusando della sua qualifica di direttore e
di referente delle strutture regionali del ministero dell’Istruzione,
facendo credere di poter intervenire presso le strutture locali
ministeriali a tutti i livelli, in modo da indurre la dirigente
dell’istituto comprensivo di Satriano, Giuseppina De Vito, a dare
indebitamente a Flora Maria il posto di lavoro che illecitamente aveva
instaurato. Di più, De Vinci avrebbe anche tentato di far ritirare alla
cognata della De Vito, Adalgisa Punzi, l’esposto che aveva presentato
contro l’illecita assunzione della giovane Flora Maria, facendole
credere che altrimenti avrebbe fatto in modo di non farla più lavorare.

Al lavoro a 11 anni
 Decine e decine di pagine del
provvedimento diretto ai 202 indagati descrivono, una dopo l’altra,
un’interminabile serie di presunti raggiri attuati per l’assunzione o
l’inserimento o l’avanzamento in graduatoria di chi non lo avrebbe
meritato, a scapito degli ingenuotti di turno scarsamente dotati di
fantasia che si sono comportati onestamente. Un’incredibile serie di
escamotage, confermati -evidenziano gli investigatori – da una mole di
materiale documentale. Gli artifici ricostruiti dai carabinieri si
sprecano, ma certamente a titolo di mero esempio di una delle “truffe”
reputata più evidente bisogna citare il caso della domanda di
inclusione in graduatoria 1989/1991 di una giovane – depositata il 3
aprile 1989 e protocollata con n° 663 – che richiedeva i seguenti
titoli: diploma di ragioneria e perito commerciale (non allegato in
atti); licenza media (non allegata in atti); indicazione, non
documentata, di prestazione di attività di incarichi e supplenze
prestati nel biennio 1977/78 – 1978/79 nel ruolo di personale non
docente. Ebbene, dopo una rapida verifica dei dati anagrafici
dell’indagata, i militari annotano: «È appena il caso di far rilevare
che tale ultima asserzione sembra falsa atteso che la L…, nata a
Catanzaro il 26/07/1966, nel biennio sopra indicato non poteva nel modo
più assoluto esercitare qualsivoglia attività in quanto era appena
undicenne».

Tutti i nomi dei 202 indagati

 Sono 202 gli
indagati in questa inchiesta in cui, a vario titolo, vengono ipotizzati
reati che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata a una serie
indefinita di abusi d’ufficio, falsi e truffe ai danni della Pubblica
amministrazione (reato questo contestati solo a 16 persone, vedi pagina
accanto), alla corruzione continuata, alla tentata concussione, a varie
altre ipotesi di falso materiale e ideologico del pubblico ufficiale in
atto pubblico, abuso d’ufficio e truffa tentata e consumata. Di seguito
i destinatari dell’avviso di conclusione indagini: Domenico Racina,
64enne nato a Mileto, residente a Catanzaro; Gregorio Teti, 62enne nato
a Squillace, residente a Catanzaro; Ilario Vecchio, 29enne nato a
Catanzaro, residente a Soverato; Andrea Racina, 29enne nato a
Catanzaro; Salvatore Teti, 32enne nato a Catanzaro; Stefania Vaccaro,
34enne nata a Catanzaro, residente a Montauro; Marcello Marino, 58enne
nato a Catanzaro, residente a Soverato;  Antonio Rizzuto, 64enne nato a
Scandale; Domenica De Miglio, 61enne nata a Porcia, residente a
Scandale;  Giuseppe Scopelliti, 70enne nato a Molochio, residente a
Catanzaro; Raffaele Talarico, 72enne nato a Soveria Mannelli, residente
a Catanzaro; Nicola Limardo, 63enne nato a Briatico, residente a
Soverato; Raffaele Impera, 70enne nato a Catanzaro; Anna Silvia
Lamanna, 41enne nata a Catanzaro; Francesco Startari, 59enne nato a
Pizzo, residente a Catanzaro; Pietro Scorza, 57enne nato a Magisano,
residente a Catanzaro;  Morena Truglia, 28enne nata a Catanzaro;
Alessandro Astorino, 28enne nato a Catanzaro; Giuseppe Astorino, 55enne
nato a Catanzaro; Francesco Astorino, 58enne nato a Catanzaro; Flora
Maria De Vinci, 26enne nata a Catanzaro, residente a Girifalco; Luigi
De Vinci, 59enne nato a Girifalco; Mariarosaria Antonelli, 67enne nata
a Napoli, residente a Catanzaro; Cesare Vitaliano, 40enne nato a
Catanzaro, residente a Roma; Francesco Zaccone, 60enne nato a
Girifalco; Rossella Nisticò, 27enne nata a Catanzaro, residente a
Soverato; Letizia Guarna, 48enne nata a Badolato, residente a Soverato;
Ubaldo Floro Valeo, 61enne nato a San Floro; Rita Aiello, 48enne nata a
Catanzaro; Salvatore Agosto, 51enne nato a Zagarise; Anna Rosa Muscolo,
60enne nata Sant’Andrea Apostolo dello Ionio; Carmela Alfieri, 36enne
nata a Catanzaro; Giovanni Martino, 33enne nato a Catanzaro; Giovanna
Scozzafava, 38enne nata a Catanzaro; Vincenzo Startari, 32enne nato a
Catanzaro; Vittorio Isabello, 66enne nato a Catanzaro; Rosaria Davoli,
33enne nata a Catanzaro; Cecilia Cristofaro, 28enne nata a Catanzaro,
residente a Girifalco; Vincenzo Amelio, 27enne nato a Catanzaro a
Soveria Simeri; Stefano Pregoni, 41enne nato a Catanzaro, residente a
Squillace;  Domenico Becugna, 39enne nato a Petrizzi; Giovanni Domenico
Principe, 51enne nato a Chiaravalle Centrale; Francesca Cortese, 28enne
nata a Catanzaro, residente a Pizzo; Stefano Carnuccio, 31enne nato a
Catanzaro; Biagio Michele Petruzzelli, 52enne nato a Melfi, residente a
Catanzaro;  Francesco Latella, 67enne nato a Bagnara Calabra, residente
a Catanzaro; Aldo Donato, 57enne nato a Catanzaro; Tommaso Ricca,
63enne nato a Catanzaro; Biagio Antonio Molé, 56enne nato a Catanzaro;
Vincenzo Carnuccio, 59enne nato a Badolato, residente a Catanzaro;
Antonio Parente, 43enne nato a Crotone, residente a Catanzaro; Maria
Levato, 52enne nata a Casabona, residente a Catanzaro; Giacomo
Cartella, 60enne nato a San Demetrio Corone (Cs), residente a Lamezia
Terme; Francesco Bruni, 72enne nato a Miglierina, residente a
Catanzaro; Angela Canino, 39enne nata a Catanzaro; Valeria Sia, 56enne
nata a Catanzaro; Anna Maria Ferragina, 57enne nata a Catanzaro; 
Francesco Antonio Zaccone, 63enne nato a Catanzaro;  Raffaela Mauro,
42enne nata a Borgia; Anna Baratta, 57enne nata a Sambiase; Felicita
Vivino, 42enne nata a Catanzaro, residente a Isca Marina;  Patrizia
Frediani, 44enne nata a Canelli, residente a Marcellinara; Pietro
Cefalà, 52enne nato a Lamezia Terme; Giuseppe Invidia, 70enne nato a
Zagarise, residente a Catanzaro; Edelwaise Chiominto, 27enne nata a
Matera, residente a Catanzaro; Fabiola Loperfido, 47enne nata a
Catanzaro;  Silvana Afeltra,  55enne nata a Catanzaro; Maria Anania,
46enne nata a Isca sullo Ionio; Anna Ranieri, 56enne nata a Davoli;
Angela Lanciano, 43enne nata a Tiriolo, residente a Settingiano; Angela
Riggio, 38enne nata a Catanzaro; Pierpaolo Pistoia, 36enne nato a
Catanzaro; Emma Polimeni, 43enne nata a Lamezia Terme; Monica Polimeni,
37enne nata a Lamezia Terme; Francesca Modaffari, 41enne nata a Scido,
residente a Lamezia Terme; Angela Maria Arena, 42enne nata ad Aidone
(En), residente a Davoli Marina; Lidia Elia, 53enne nata a Catanzaro;
Giulio Benincasa, 36enne nato a Catanzaro, residente a Lamezia Terme;
Bruno De Sando, 66enne nato a San Pietro a Maida; Gianfranco Colosimo,
62enne nato a Catanzaro;  Maria Rosa Quaresima, 47enne nata a
Girifalco; Michele Marasco, 55enne nato a Decollatura; Carlo Magno,
63enne nato a Girifalco; Mario Carnovale, 66enne nato a Chiaravalle
Centrale, residente a Catanzaro; Antonella Arbitrio, 34enne nata a
Reggio Calabria;  Margherita Foderaro, 49enne nata a San Fele
(Potenza), residente a Catanzaro; Marina Giancotti, 49enne nata a
Soverato; Anna Rocca, 51enne nata a Carlopoli, residente a Catanzaro;
Ileana Rosaria Graceffa, 36enne nata a Catanzaro, residente a Soveria
Simeri; Antonino Pagano, 30enne nato a Catanzaro; Pietro Gemelli,
60enne nato a Catanzaro; Paolo Russo, 46enne nato a Catanzaro; Lina
Vescio, 44enne nata a Martirano; Filomeno Santo Maruca, 52enne nato a
Martirano; Carmen Vaccari, 33enne nata a Catanzaro; Rosetta Berlingò,
40enne nata a Cropani, residente a Sersale; Caterina Madia, 46enne nata
a Sellia Marina; Rosalba Catalisano, 36enne nata a Pizzo; Antonio
Mercuri, 61enne nato a Nicastro; Franco Aiello, 36enne nato a
Catanzaro, residente a Belcastro; Amelia Brescia, 52enne nata a
Belcastro; Aquino Rocca, 44enne nato a Belcastro; Giuseppe Azzarito,
41enne nato a San Pietro a Maida; Mario Pugliano, 75enne nato a
Nicastro;  Giovanna Buonocore, 49enne nata a Davoli; Vincenzo Maria
Sorbara, 62enne nato ad Arena, residente a San Vito Sullo Ionio;
Giuseppe Rizzo, 60enne nato a Badolato, residente a Soverato; Domenico
Paravati, 68enne nato a Petrizzi; Maria Butera, 55enne nata a Platania,
residente a Decollatura; Antonio Chiarella, 46enne nato a Catanzaro; 
Felice Iacopetta, 42enne nato a Catanzaro;  Antonia Leuzzi, 48enne nata
a Catanzaro; Leonardo Maiuolo, 46enne nato a Borgia; Nadia Maletta,
37enne nata a Colosimi, residente a Soveria Mannelli; Raffaele
Benincasa, 59enne nato a Gimigliano; Francesco Marino, 52enne nato a
Pentone; Raffaela Eleonora Melia, 46enne nata a Simeri Crichi,
residente a Catanzaro Lido; Maria Passafaro, 66enne nata a Girifalco,
residente a Catanzaro; Rosa Peronace, 44enne nata a Catanzaro; Rita
Musca, 50enne nata a Catanzaro;  Anna Rita Renna, 29enne nata a Milano,
residente a Catanzaro; Massimo Schipani, 34enne nato a Catanzaro;  Rosa
Vonella, 37enne nata a Girifalco; Salvatore Gigliotti, 45enne nato a
Catanzaro;  Antonietta Campagna, 41enne nata a Catanzaro; Giuseppina
Mancuso, 45enne nata a Feroleto Antico, residente a Serrastretta;
Ermanno Aiello, 67enne nato a Serrastretta; Alessia Nicotera, 31enne
nata a Seregno, residente a Serrastretta; Rocco Panduri, 58enne nato a
Girifalco; Beatrice Massaria, 37enne nata a Vibo Valentia;  Chira
Scicchitano, 62enne nata a Catanzaro; Salvatore Cartolano, 56enne nato
a Maida; Caterina Cosco, 52enne nata a Catanzaro; Maria Montesanti,
44enne nata a Catanzaro; Maria Pane, 50enne nata a Catanzaro; Emanuele
Di Iorgi, 46enne nato a Pizzo Calabro, residente a Vibo Valentia;
Giuseppe Grisolia, 42enne nato a Reggio Calabria, residente a
Catanzaro; Antonio Veraldi, 30enne nato a Catanzaro; Fabio Valeo,
27enne nato a Catanzaro; Maria Pilò, 59enne nata a Catanzaro; Maria
Silvana Corea, 45enne nata Albi; Carmine Dardano, 46enne nato a
Taverna;  Angela Drosi, 57enne nata a Davoli; Loredana Drosi, 39enne
nata a Catanzaro; Maria Gaetano, 49enne nata a Nicastro; Giovanni
Giampà, 29enne nato a Catanzaro, residente a Girifalco; Carmela Mazza,
36enne nata a Sersale; Luigi Muccari, 68enne nato a Catanzaro,
residente a Squillace; Maria Teresa Misuraca, 49enne nata a Mesoraca; 
Silvana Oliva, 38enne nata a Messina, residente a Lamezia Terme;
Concetta Potrino, 35enne nata a Catanzaro, residente a Girifalco; Aldo
Rania, 55enne nato a Catanzaro; Maria Riga, 44enne nata a Sersale; 
Anna Rotundo, 48enne nata a Catanzaro;  Gesuzza Rotundo, 34enne nata a
Catanzaro, residente a Mesoraca; Rosaria Galera, 31enne nata a
Catanzaro; Maria Immacolata Giunone, 40enne nata a Sault Ste. Marie
(Canada), residente a Chiaravalle Centrale; Nicola Maviglia, 53enne
nato a Marcellinara;  Rosario Maviglia, 56enne nato a Marcellinara,
residente a Catanzaro; Valeria Malerba, 54enne nata a Catanzaro;
Rosario Antonio Musca, 29enne nato a Catanzaro;  Alessandro Polizzese,
29enne nato a Catanzaro; Pietro Vicchio, 38enne nato a Catanzaro; Maria
Procopio, 50enne nata a Catanzaro; William Sabatini, 35enne nato a
Catanzaro; Rosanna Astorino, 40enne nata a Feroleto; Ciro Brancati,
49enne nato a Chiaravalle Centrale; Laura Blanda, 35enne nata a
Gasperina, residente a Montepaone;  Eleonora Caroleo, 32enne nata a
Catanzaro, residente a Tiriolo; Franceschina Falbo, 48enne nata a
Sersale; Michele Giannotti, 43enne nato a Catanzaro;  Francesco La
Chimia, 36enne nato a Lamezia Terme; Nicola Matarise, 41enne nato a
Mesoraca, residente a Catanzaro; Adele Paparazzo, 46enne nata a
Olivadi;  Rosa Posca, 51enne nata a Squillace; Luana Rocca, 36enne nata
a Tiriolo, residente a Carlopoli; Natalina Tassone, 51enne nata a
Catanzaro; Rita De Stefano, 48enne nata a Torre Ruggiero; Anna De
Angelis, 52enne nata a Sapri, residente a Catanzaro; Gelsomina Teresa
Gariano, 42enne nata a Catanzaro; Vitaliano Lucisano, 43enne nato a
Catanzaro; Filomena Scalise, 39enne nata a Mississauga (Canada),
residente a Serrastretta; Alberto Rosati, 38enne nato a Catanzaro;
Annina Barbieri, 58enne nata a Davoli; Carla Giuseppina Aceto, 45enne
nata a Catanzaro; Emanuela Pagliaro, 26enne nata a Catanzaro, residente
a Zagarise; Assunta Piraino, 36enne nata a Lamezia Terme, residente a
Martirano Lombardo;  Graziella Curto, 48enne nata a Catanzaro;  Amedeo
Lobello, 29enne nato a Catanzaro; Domenico Mancuso, 27enne nato a
Catanzaro; Maria Luisa Merigelli, 27enne nata a Soveria Mannelli,
residente a Tiriolo; Rocco Mazzagatti, 34enne nato a Reggio Calabria,
residente a Palmi; Antonio Paone, 33enne nato a Catanzaro, residente a
Girifalco; Aldo Romagnino, 58enne nato Sorbo San Basile, residente a
Catanzaro; Roberto Pileggi, 42enne nato a Lamezia Terme; Nella
Pugliese, 47enne nata a Catanzaro; Simona Scarfone, 32enne nata a
Catanzaro; Benito Scarfone, 67enne nato a Catanzaro; Angela Sia, 29enne
nata a Catanzaro; Alessandra Silipo, 32enne nata a Catanzaro;
Alessandra Suriano, 30enne nata a Catanzaro, residente a Firenze; 
Caterina Paonessa, 78enne nata a Catanzaro.


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3 Responses to Inchesta di De Magistris sul personale ATA di Catanzaro: 202 indagati

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